FREUD: NEVROSI E PSICOSI
Per quanto riguarda le Patologie psichiche, Freud distinse fondamentalmente due categorie: Nevrosi e Psicosi.
- NEVROSI: Disturbo psichico senza causa organica i cui sintomi sono interpretati dalla psicoanalisi come espressione di un conflitto interiore irrisolto.
- ISTERIA: (dal greco hystera = utero; Ippocrate la attribuiva al malfunzionamento dell’utero) - Classe di NEVROSI che si manifesta con quadri clinici tra loro molto differenziati caratterizzati da sintomi fisici senza base organica e riconoscibili da comportamenti che suggeriscono che i sintomi svolgono funzioni psicologiche che la psicoanalisi, la psichiatria e la fenomenologia hanno cercato, nei rispettivi linguaggi, di evidenziare.
- ANSIA e ANGOSCIA: Sono termini spesso usati come sinonimi perché la distinzione linguistica è presente solo nelle lingue latine, mentre in inglese e tedesco si usano rispettivamente i termini anxiety e angst per indicare entrambe i termini.
Ecco quali sono le differenze nell’utilizzo dei termini ansia e angoscia:
1 – Gli psicoanalisti traducono angst con angoscia, gli psicologi con ansia.
2 – Gli psichiatri utilizzano “ansia” in riferimento ai soli aspetti psichici dell’emozione e “angoscia” quando, in concomitanza, si hanno manifestazioni somatiche talvolta particolarmente vistose.
3 – C’è chi considera l’angoscia come uno stadio più grave dell’ansia.
4 – C’è chi considera l’ansia come una condizione psico-fisica normale e in alcuni casi utile per il conseguimento di alcuni obiettivi, e l’angoscia come la versione nevrotica o psicotica dell’ansia.
- PSICOSI: Termine psichiatrico utilizzato anche in psicoanalisi per indicare condizioni psicologiche aventi caratteristiche che le distinguono dalle nevrosi e dalle psicopatie. Tali caratteristiche si esprimono in una perdita più o meno totale della capacità di comprendere il significato della realtà in cui si vive e di mantenere con la realtà un rapporto di sintonia sufficiente a consentire un comportamento autonomo e responsabile nell’ambito socio-culturale in cui si vive.
QUADRO SINTOMATICO DELLE PSICOSI
Non vi è una definizione univoca di psicosi, nè un limite preciso di demarcazione da altre malattie o disturbi della mente: di solito la diagnosi di una condizione psicotica prevede il seguente quadro sintomatico:
1 – Alterazione profonda nella percezione della realtà esterna.
2 – Disgregazione a livelli profondi della personalità, con difficoltà a selezionare i propri pensieri, a controllare la propria immaginazione e i propri sentimenti.
3 – Riduzione o smarrimento della distinzione tra appartenenza ed estraneità per cui vengono meno i confini tra il proprio corpo e il mondo esterno, così come viene meno l’inviolabilità dei propri pensieri, della propria immaginazione e dei propri sentimenti, proprio perché non vi sono confini tra i propri e quelli degli altri.
4 - Allucinazioni e deliri
5 - Grave disadattamento sociale dovuto alla mancanza della consapevolezza dei propri sintomi (a differenza del nevrotico che ne è consapevole).
- CLASSIFICAZIONE DELLE PSICOSI
A - Psicosi organiche - quadro sintomatico determinato da alterazioni a livello organico di varia natura: infiammatoria, endocrina, metabolica, infettiva, tossica, traumatica, neoplastica, degenerativa e genetica. Ne sono un esempio: psicosi arteriosclerotica, demenza senile, psicosi tossica, psicosi traumatica e psicosi associata a malattie infettive.
B - Psicosi reattive - Insorgono in seguito a un gravissimo trauma di carattere psichico e non organico provocato da eventi esterni. Ne sono esempi: psicosi da lutto, psicosi da shock, psicosi da detenzione, psicosi gravidiche (possono manifestarsi nella seconda metà della gravidanza – sono caratterizzate da sintomi schizotipici, depressione e idee di suicidio), psicosi puerperali (post-partum), psicosi indotta, ad esempio dall’ambiente in cui si vive, dove un individuo immaturo e suggestionabile si fa condizionare da un individuo paranoico con pensieri megalomani, deliranti a sfondo persecutorio o mistico.
L’autismo e la psicosi dell’età evolutiva (incapacità di stabilire rapporti soddisfacenti con la realtà sociale intra-extra familiare) sono forme psicotiche di cui è difficile stabilire l’eziologia organica o ambientale.
NEVROSI
Freud propone una distinzione tra 3 classi di nevrosi:
NEVROSI ATTUALI(generano dall’assenza o inadeguatezza del soddisfacimento sessuale) |
Nevrosi d’angoscia |
||
Nevrastenia |
|||
Ipocondria |
|||
PSICONEVROSI(le cause risiedono nella vita sessuale passata) |
Nevrosi di transfert |
Isteria d’angoscia o Angoscia fobica |
|
Isteria di conversione |
|||
Nevrosi Ossessiva |
|||
Nevrosi Artificiali |
|||
Nevrosi narcisistiche |
Ritiro della libido dagli oggetti e suo spostamento sull’Io. |
||
NEVROSI MISTE |
Le nevrosi non si presentano mai allo stato puro, ma spesso come associazioni di sintomi psiconevrotici con sintomi attuali fino ai casi limite o border-line in cui si trovano componenti nevrotiche e psicotiche. |
|
|
PSICONEVROSI – E’ determinata da conflitti dell’età infantile.
Nell’Isteria di conversione, l’ammontare affettivo legato ad un rappresentante ideativo rimosso (pensieri, immagini e ricordi rimossi perché relativi a fatti troppo dolorosi) invece di manifestarsi attraverso un sintomo psichico, si manifesta attraverso un sintomo somatico (sintomo di conversione o isterico) che coinvolge un organo/funzione piuttosto che un’altra in funzione del particolare legame associativo e simbolico tra l’organo/funzione in questione e il rappresentante ideativo rimosso.
Nell’isteria di conversione, a differenza delle altre PSICONEVROSI, l’individuo possiede una predisposizione innata o acquisita alla conversione e che Freud chiama “compiacenza somatica”; infatti, per un buon tratto, i processi psichici di tutte le psiconevrosi sono gli stessi sino al modo in cui “scelgono” di manifestarsi, e cioè al tipo di sintomo, psichico o somatico, a cui danno origine.
La Nevrosi Ossessiva genera da una fissazione o da una regressione alla fase anale dello sviluppo psicosessuale.