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Psicoterapia Rogersiana
Scritto da Dott.ssa Loredana Scalini Mostra tutti gli articoli di questo autore.
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PSICOTERAPIA ROGERSIANA O CENTRATA SUL CLIENTE

 

Rogers è il fondatore di tale approccio. Egli considera l'uomo dotato delle capacità per comprendersi e cambiare comportamenti e atteggiamenti nei confronti di se stesso.

Per favorire la riuscita della terapia è necessario essere genuini, accettare incondizionatamente i sentimenti dell'utente comprenderlo empaticamente.

 

La terapia centrata sul cliente prevede che, affinché l’individuo possa sviluppare a pieno le proprie potenzialità è necessario che prima prenda le distanze dal proprio falso Sé, costruito su valori mutuati dall’ambiente e introiettati, ma non rispondenti alle proprie naturali tendenze.

Per quanto riguarda la posizione dello psicoterapeuta, ai requisiti di passività, neutralità e distacco emotivo del metodo non direttivo elaborato inizialmente, Rogers sostituisce l’atteggiamento empatico. Il terapeuta cioè deve sentire gli stati emotivi del paziente e non deve più rimanerne totalmente distaccato. Vi è dunque un recupero della dimensione affettiva nella relazione terapeutica anche se viene subito ridimensionata poiché il terapeuta non deve lasciarsi coinvolgere eccessivamente dagli stati emotivi del paziente.

L’unico metodo efficace che il consulente può utilizzare con successo deve essere espressione delle sue autentiche disposizioni interiori; le tecniche apprese dall’esterno non servono a molto.

 

Nell’ultima fase della sua teoria, di derivazione esistenzialista, Rogers afferma che all’inizio della terapia il cliente si trova in uno stato di ansia, vulnerabilità e incongruenza e cioè di mancata corrispondenza tra l’immagine che ha di Sé e ciò che di Sé egli sperimenta ad un livello profondo e cioè tra quel che ritiene di dover essere e quel che realmente per sua natura dovrebbe diventare (autorealizzazione). Anche quando tale incongruità non venisse avvertita, il soggetto è comunque continuamente esposto al rischio di precipitare nell’ansia e nella disorganizzazione.

In questo caso è necessario che il terapeuta favorisca il processo di modificazione costruttiva della personalità del paziente affinché quest’ultimo giunga ad un’immagine di Sé congrua alle sue reali tendenze naturali.

 

 

 


 
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