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Disturbo del Riconoscimento dei Colori
Scritto da Dott. Alessio Penzo Mostra tutti gli articoli di questo autore.
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DISTURBI DEL RICONOSCIMENTO DEI COLORI

 

 

PERCEZIONE DEI COLORI

 

 

La percezione dei colori è mediata da strutture retinali e corticali indipendenti da quelle che mediano la percezione delle forme.

Per quanto riguarda la retina, qui sono stati individuati 3 tipi di coni, ciascuno contenente un tipo di pigmento maggiormente sensibile a onde luminose di lunghezza corta, media e lunga, che contribuiscono rispettivamente alla percezione del colore blu, verde e rosso.

La percezione delle varie lunghezze d’onda del campo visibile dunque dipende dal grado di stimolazione di questi tre tipi di coni e dall’elaborazione corticale di tali informazioni, a livello dell'area V4 della scimmia, corrispondente al giro fusiforme ed in parte al giro linguale nell'uomo.

 

Per quanto riguarda i disturbi di riconoscimento dei colori si usa distinguere tra disturbi percettivi, e cioè le acromatopsie, e disturbi associativi, e cioè le anomie per i colori e le amnesie per i colori.

 

 

ACROMATOPSIA

 

L’acromatopsia è un disturbo percettivo del riconoscimento dei colori dovuto, nell'uomo, principalmente alla lesione di alcune specifiche aree della corteccia occipitale, in particolare il giro fusiforme e il giro linguale, sempre coinvolgendo la giunzione fra i due giri.

 

Tale disturbo, nelle forme più gravi, consiste nell'incapacità del paziente di vedere i colori in modo tale che egli percepisce il mondo in bianco e nero o in sfumature di grigio.

In altri casi, meno gravi, i pazienti denominano i colori con peggiorativi che terminano in “astro” o percepiscono il mondo come filtrato attraverso un solo colore.

 

Sembra che l'emisfero destro possieda un più alto grado di specializzazione rispetto all’emisfero sinistro nella la discriminazione cromatica. E’ noto infatti che i soggetti normali riconoscono con maggiore rapidità e accuratezza i colori proiettati nell’emicampo visivo sinistro rispetto al destro. Inoltre, i pazienti con lesioni all'emisfero destro, presentano una capacità di discriminazione dei colori inferiore oltre che ai soggetti normali anche ai soggetti con lesioni all'emisfero sinistro.

 

 

 

ANOMIA, AFASIA E AMNESIA PER I COLORI

 

I disturbi associativi dei colori sono caratterizzati dal fatto che l'individuo, nonostante che abbia mantenuto integra la capacità di discriminazione e percezione dei colori, non riesce a denominarli e talvolta a riconoscerli.

Nel primo caso si parla di anomia per i colori o afasia per i colori, consistente nella sola incapacità del soggetto di denominare il colore di un oggetto, mentre dimostra di averlo riconosciuto nelle prove visive non verbali. Essa è ritenuta come una conseguenza della lesione dello splenio del corpo caloroso che connette i centri visivi dell’emisfero destro che analizzano i colori con quelli linguistici dell’emisfero sinistro, in cui è mantenuta la rappresentazione fonologica della corrispondente parola.

 

Nel secondo caso si parla di amnesia per i colori, caratterizzata dal fatto che il paziente non riesce a rievocare il colore di un oggetto sia in prove verbali che in prove visive, come quelle di colorare disegni di oggetti aventi un colore tipico o riconoscere se un disegno è colorato in modo corretto.

 

 


 
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